Un libro, una camminata

Leonardo Ricci e l’idea di spazio comunitario

di Michele Costanzo, Quodlibet, 2009

Leonardo Ricci è stato anzitutto un grande irregolare della cultura italiana del secondo ‘900. Formatosi durante la II guerra mondiale all’interno di una cultura minoritaria e per molti versi radicale come quella valdese (che a Firenze contava personalità come Franco Fortini o Giovanni Klaus Koenig), nel dopoguerra sarà l’animatore di alcune esperienze sociali uniche come la comunità di Agàpe, costruita facendo spaccare e trasportare le pietre a giovani ex partigiani e fascisti perché anche loro imparassero a ricostruirsi insieme. O quella di Riesi, in cui la forma costruita – pur notevolissima – è del tutto secondaria rispetto alla forma sociale. Due piccole utopie, analoghe solo ai kibbutz, poste agli estremi confini italiani, il Piemonte e la Sicilia occidentali. Oltre a queste il quartiere Sorgane a Firenze, progettato per creare uno spazio abitativo in cui la socialità e le forme di integrazione fossero in grado di superare quelle dei modelli urbani consolidati.

INVITO AL CAMMINO
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